Come diventare cartomante: tutto quello che c’è da sapere

La cartomanzia è un’arte divinatoria davvero molto famosa, e sono tantissime le persone che ogni anno decidono di ricorrere a questo tipo di servizio per conoscere qualcosa in più sul loro futuro. Molte persone spinte dalla curiosità, vorrebbero passare dal lato del semplice richiedente a quello della cartomante vera e propria.

Innanzitutto per diventare delle brave cartomanti è necessario credere nel potere delle carte e abbandonare ogni tipo di scetticismo. In realtà, è importante essere consapevoli del fatto che non si può diventare una cartomante da un giorno all’altro. Per leggere i tarocchi e ottenere dei responsi accurati è, infatti, necessario conoscere bene le carte, i metodi di interpretazione e solo con l’esperienza si potranno raggiungere dei risultati interessanti.

È molto importante che una brava cartomante conosca a fondo il suo mazzo di tarocchi e che sia in grado di entrare in contatto con la persona che richiede il consulto. È, infatti, molto importante essere in grado di leggere negli animi delle persone per poter quindi restituire un responso che sia il più veritiero possibile.

Diventare un bravo cartomante non è dunque una cosa semplice. È necessario essere costanti, provare e riprovare e soprattutto è molto importante prendere la cartomanzia con la dovuta serietà.

Esistono tanti mazzi di carte e altrettanti metodi per l’interpretazione, per cui diventa davvero necessario esercitarsi e informarsi al meglio su ogni tipologia di mazzo. Infatti, bisogna ricordare che ci sono dei tarocchi o dei metodi che si possono adattare maggiormente a un tipo di argomento piuttosto che a un altro.

Se vuoi diventare un cartomante, ricorda che la pazienza è una virtù che dovrai sfruttare al massimo. Se affronterai la cartomanzia con la giusta serietà, vedrai che le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare. Esercitarsi è importante, così come lo è conoscere a fondo le carte e tutte le loro sfaccettature.

Il sexting fra gli adolescenti, di solito precede il sesso vero

l sexting è una nuova tendenza nata fra i giovani anglosassoni ma ormai diffusati anche in gran parte del mondo, non di meno in Italia.

Per chi non lo sapesse, il sexting è un neologismo nato dall’unione delle parole “sex” (sesso) e “texting” (SMS). In concreto si tratta di mandarsi sms spinti e foto sessualmente esplicite per stimolare sessualmente l’altra persona e giocare a distanza, o per vedere se ci sta…

Gli adolescenti lo usano come primo approccio al sesso. All’inizio non c’è il contatto diretto con la persona, quindi questo sistema aiuta le persone insicure a non esporsi direttamente: giocando, dicendo e non dicendo, si riesce a intuire se l’altra persona ci sta oppure no. Se l’altra persona ci sta, allora si può passare al cybersesso – sesso telefonico fatto con il cellulare o tramite chat e webcam – o al sesso vero e proprio dal vivo.

Il professore e psicologo dell’UTMB (utmbhealth.com), Jeff Temple, ha dichiarato: “Ora sappiamo che il sexting tra gli adolescenti è abbastanza comune. Per esempio, il sexting può essere associato ad altri comportamenti tipici degli adolescenti, come l’uso di sostanze. Il sexting non è associato a un buono o cattivo benessere mentale”. Per fare questo tipo di dichiarazioni, il team di Temple ha svolto un’indagine di 6 anni in un gruppo eterogeneo di studenti adolescenti provenienti dal Sud-Est del Texas.

Nel team di Temple c’è pure il ricercatore Hye Choi Jeong, il quale ha spiegato: “Essere un destinatario passivo o chiedere un sexting non richiede probabilmente lo stesso livello di agio con la propria sessualità. L’invio di una foto da nudi può comunicare al destinatario un livello di apertura verso l’attività sessuale, promuovere la convinzione che ci si aspetta di fare sesso e serve ad aumentare le avances sessuali, ognuna delle quali può aumentare la probabilità di un futuro comportamento sessuale. Il sexting può servire come una tecnica che porta a comportamenti sessuali reali o come un modo per indicare la propria disponibilità a raggiungere un migliore livello di intimità”.

Come richiedere il decoder MySky

Sky è una famosa azienda che si occupa di fornire dei servizi di Pay-TV. Sono davvero tante le promozioni e i programmi che vengono offerti ai clienti, ed è proprio questo che ha reso l’azienda nota in tutto il mondo.

Per poter visualizzare la programmazione di Sky sul proprio televisore è necessario però possedere un dispositivo apposito da collegare direttamente alla TV. L’ultima novità dell’azienda è il decoder MySky. Questo tipo di device ti permette di accedere a funzioni interessanti che renderanno ancora più completa e comoda la tua esperienza di spettatore.

Tra le funzioni del decoder MySky, troviamo la possibilità di registrare qualsiasi programma tu desideri. Basta semplicemente cliccare il pulsante apposito del telecomando e il gioco è fatto. Puoi scegliere uno qualsiasi dei titoli presenti nel palinsesto!

Altra funzione interessante è sicuramente il “restart”. Se un programma è già iniziato, ma desideri poterlo vedere dall’inizio, non dovrai fare altro che cliccare il tasto blu del tuo telecomando!

Se invece mentre stai guardando la TV ti arriva una chiamata improvvisa o comunque hai bisogno di allontanarti dal televisore, non preoccuparti di perderti nulla. Con la funzione “pausa” potrai addirittura mettere in stop anche le dirette. In questo modo potrai allontanarti e ricominciare con la visione una volta che avrai concluso con i tuoi impegni. Una volta messo in pausa puoi anche decidere di mandare indietro o avanti. Insomma puoi gestire la visione come meglio preferisci.

Il decoder MySky ti permette anche di accedere al servizio di Sky On demand, basta connettere il decoder a internet. Questo servizio ti offre l’opportunità di accedere a una vera e propria videoteca personale con una lista molto vasta di film, serie TV, documentari e altro ancora. Inoltre su Sky On demand puoi anche trovare le serie attualmente trasmesse e molto altro ancora.

Per avere il decoder MySky ti basterà semplicemente aderire all’offerta contattando direttamente il numero del servizio clienti Sky, poi Sky penserà al resto!

La mia città è sicura?

Stanotte, verso le due, stavo guardando un episodio di una delle mie serie preferite in TV. Domani ho giorno libero, non ho né università né lavoro per cui me la stavo godendo, quando inizia a squillarmi il cellulare: fastidio, la prima reazione, seguita da paura. Era una mia carissima amica che difficilmente mi telefonava.

Rispondo dicendole Ehi! Qual buon vento? E a quest’ora? E la sento subito piangere. Mi allarmo immediatamente perché la situazione mi sembra assurda, delicata e anche molto preoccupante e le chiedo cosa le sia successo. Mi spiega che ero il primo che ha trovato nel telefono e che era appena stata aggredita in centro: un balordo le si era avvicinato mentre stava tornando a casa, ha provato a rubarle la borsa ma lei lo ha steso con il paralizzatore elettrico, uno di quegli oggetti per l’autodifesa che si vedono nei film americani.

Sono rimasto sconvolto. Le ho chiesto cosa abbia fatto, mi ha spiegato che le persone che abitavano lì hanno sentito urlare, si sono affacciate e hanno visto la scena, per cui hanno chiamato la polizia. È arrivata subito, avendo il centro di comando lì a due passi, e hanno interrogato la mia amica ancora sotto shock.

Per fortuna che quella specie di taser era legalissima, altrimenti avrebbe passato molti guai lei, anziché il malvivente che le ha messo le mani addosso e le ha provato a rubare la borsa. Mi sa che qui conviene iniziare a portarne uno nella tasca dei pantaloni, perché io non mi sento più al sicuro…e sono un ragazzo. Mi immagino le ragazze come si sentano camminando da sole per la strada a qualsiasi orario, magari quando inizia a far buio.

La mia città non è sicura per niente, la polizia ha avuto un taglio drastico nel personale e sono rimasti solo pochissimi agenti per 10.000 anime che vivono qua. A me non sembra molto normale!

Il futuro in un tap

Io mi ricordo quando a scuola potevo sfoggiare il mio meraviglioso Nokia 3310, col quale, grazie a Snake, perdevo ore e ore di vita e di vista appiccicato a quel microscopico schermo. Che bei tempi, batterie infinite e telefoni pronti a resistere anche a un bombardamento: mi ricordo che una volta mi cadde dal primo al secondo piano, si aprì tutto e si smontò, mi bastò rimettere insieme i pezzi e tutto tornò a funzionare normalmente.

Scrivo questo post dopo che mi è successa la stessa cosa, ma con uno smartphone di ultima generazione, che ora giace là, in terra e completamente frantumato. Non ho il coraggio neppure di andare a vedere come sia ridotto, so benissimo che dovrò ricomprarlo…bei tempi quelli del 3310, purtroppo oggi sì il futuro è in un tap, il problema è che questo futuro dura troppo poco. I telefoni (pardon, gli smartphone) sono fatti per essere cambiati in continuazione: ogni mezzo minuto esce qualcosa di nuovo che ha qualcosa di fenomenale e indispensabile. Che fai, non te lo compri?

Il mio povero LG, col quale mi ci stavo trovando benissimo, ha bisogno di un degno sostituto: ho pensato all’iPhone 6 Plus, ma appena ho visto il prezzo del modello col taglio di memoria più ampio ho desistito. Praticamente, per me, è uno stipendio intero: ma siamo impazziti?!

Penso che mi prenderò un telefono di quelli inutili da 90 euro, che se anche dovesse rompersi, pace all’anima sua. Punto al Samsung S7 quando uscirà, dato che ne ho lette di interessanti circa quel prodotto. Quasi quasi mi converrebbe lanciarmi nel campo degli smartphone per crearne uno indistruttibile come il 3310, ma dotato di tutte le meraviglie tecnologiche ultime: esisterà mai una cosa del genere? Io, e tutti gli sbadati cronici goffi come me, lo speriamo vivamente.

Una nuova avventura

Sto per iniziare una nuova avventura in campo lavorativo, ho deciso di avviare una piccola attività di bed & breakfast. Ho la fortuna di abitare in una zona veramente bellissima dell’Italia, ad alta quota e ideale sia per farsi un giro come turisti classici, che per appassionati di sport. Qui si pratica lo sci, ma anche il trekking e ci sono molti appassionati di mountan bike.

Ho una casa con dependance che non ho mai utilizzato, già in casa mia ci sono un sacco di stanze abbastanza inutili, dato che siamo solo io e mio marito, i nostri figli sono ormai grandi e sono fuori Italia per studiare. Perché non sfruttare l’occasione?

Ora stiamo arredando la dependance per renderla più accogliente possibile, mi è arrivato giusto oggi il preventivo che aspettavo da un sacco di tempo: visita il sito web ho letto nella mail, e mi sono sentita più vicina alla realizzazione del mio sogno. Lo so che potrebbe sembrare un ossimoro, vivo in montagna e scelgo il pellet? La risposta è semplice: la legna costa tanto, per prenderla occorre disboscare e questa cosa non mi va molto a genio. Inoltre una stufa fa da arredamento e può scaldare tutto quanto, la dependance non è enorme, quindi dovrebbe essere sufficiente.

Inoltre dobbiamo capire bene come fare per assicurare agli ospiti una buona permanenza. Per esempio la colazione, in tutti i b&b dove siamo stati, abbiamo sempre trovato la tavola imbandita al mattino. Probabilmente i proprietari entravano presto portando tutto quanto con sé, ma noi abbiamo paura di disturbare il loro riposo.

Non so se esistono guide o libri su come riuscire a organizzare tutto nel modo migliore possibile, avevamo intenzione di impostare un po’ il soggiorno anche in stile agriturismo, dato che abbiamo un po’ di animali da cortile coi quali i bambini potrebbero divertirsi e imparare un po’ di cose.

Modello per un giorno

Un’associazione benefica della mia città mi ha contattato per realizzare degli scatti per un calendario le cui vendite serviranno per aiutare i più bisognosi. Sono molto felice di potervi partecipare, mi piace fare del bene agli altri! Essendo un’associazione che si occupa di organizzare eventi dedicati ai bambini negli ospedali, mi hanno chiesto di pensare e preparare vestiti da clown o comunque simpatici.

Gli ho proposto se gli andava che facessi coppia con un mio amico, particolarmente grosso di costituzione e molto alto, perché mi è subito venuta in mente un’idea bizzarra: fare Fiona e Shrek. Il mio amico ha accettato subito, l’ho proposto al ragazzo che mi aveva chiesto la disponibilità e mi è sembrato molto entusiasta della mia proposta.

Sto cercando gli abiti e la parrucca più adatta, la mia migliore amica mi ha inviato un messaggio su Facebook condividendomi il link di un sito web da visitare, (visita il sito web)  che ci trovi di tutto! Ho già i capelli abbastanza lunghi e castani, avevo solo bisogno di allungarli ulteriormente per cui ho preso delle oxy extension a clip, che sono comode da mettere e togliere.

Per il vestito ho chiesto a mia moglie di aiutarmi, mi ha chiesto di trovare un abito adatto e se ce ne fosse il bisogno ci penserà lei a ricucirlo come si deve, sistemarlo e tutto il resto. Il problema vero sono le scarpe: chi ci sa camminare sui tacchi? Capisco che è per poco, ma già solo l’idea mi tormenta. Il problema è che portando un 44 è dura, per me, trovare amiche con questo numero disposte a prestarmele…vedrò cosa fare. Sono davvero felicissimo di poter partecipare a questo evento, mi piace poter fare del bene, nei limiti del mio possibile, e se si parla di bambini specialmente io mi struggo!

Patente, aspettami

Wow, mi sembra di avere di nuovo diciotto anni, eppure ne ho quasi il doppio. Mi hanno tolto la patente e mi ritrovo a fare l’esame, di nuovo, dopo così tanto tempo. Il motivo? Ho finito i punti, grazie a mia moglie che ne fa di tutti i colori usando la mia macchina: limiti di velocità su limiti di velocità infranti, quanti bisticci abbiamo fatto per questo motivo!

Non mi ricordo praticamente più nessuno di quei cartelli inutili e introvabili nelle mie parte, ma sono costretto a impararli di nuovo. Per fortuna la pratica non l’ho dimenticata né ho dimenticato tutta la parte inerente al motore, due cose in meno da studiare. Anche se in effetti sulla pratica dovrei stare attento, quando c’è l’esaminatore sul sedile dietro, anche in presenza di una rotonda senza un’anima a pagarla, devo ricordarmi di fermarmi e rispettare il codice della strada.

E’ stato un problema soprattutto per il lavoro, sono costretto a prendere i mezzi pubblici che sono sempre in ritardo e non funzionano mai come dovrebbero. Ieri il treno non è proprio passato, non so come sia possibile ma magicamente è scomparso dal tabellone dei treni in partenza e in arrivo della stazione: un minuto prima c’era, perché ho controllato due o tre volte su che binario era, quello dopo no.

Ho preso l’autobus ma sono arrivato comunque in ritardo, fortuna che il mio boss è un amico e non mi ha detto niente. Mi chiama maggiorenne perché mi prende in giro per la storia della patente, e tutte le volte non perde l’occasione di ribadire che al mio posto avrebbe chiesto il divorzio seduta stante.

Fra due settimane ho il famigerato test della teoria, non so se essere preoccupato o sentirmi un idiota per l’essere preoccupato. L’ho già dato una volta, guidare è come andare in bicicletta, una volta imparato non ci si scorda più!