Cosa deve sapere chi vuole aprire oggi un’attività di compro oro?

Il fenomeno dell’attività dei compro oro, negli ultimi anni, si è espanso a macchia d’olio e molti sono i punti vendita che sono stati aperti in tutta Italia.

Anzitutto occorre dire che essi sono, essenzialmente, dei negozi fisici cui chiunque può recarsi al fine di vendere i propri preziosi.
Questi ultimi vengono venduti, come prodotti finiti, a privati oppure a società che si occupano di fondere i metalli.
Quando questo genere di attività cominciò ad apparire lungo le strade essa iniziò a riscuotere grande successo tra il pubblico grazie, purtroppo, alla crisi che sin dall’inizio del 2008 ha investito il nostro paese.
Per un periodo questa particolare tipologia di attività non era ben vista, per via del sospetto che dietro vi fosse la criminalità organizzata.
Fortunatamente oggi le maggiori aziende Compro oro esistenti sul mercato hanno dimostrato con i fatti la loro serietà in quanto seguono un rigido codice etico, garantendo al consumatore il massimo della professionalità.

Ma cosa serve sapere per aprire un’attività di compro oro?

Anzitutto è necessaria una buona conoscenza dei metalli, oltre alla conoscenza della normativa che regolarizza tale settore, ovvero la legge 7/2000.
Dopo aver scelto il locale, per il quale 30 metri quadrati basteranno, e la localizzazione di quest’ultimo non si dovrà fare altro che aprire una partita iva ed iscriversi al registro delle imprese competente.
In seguito sarà necessario recarsi presso il proprio comune di appartenenza al fine di effettuare la denuncia di inizio attività, oltre a chiedere a quest’ultimo l’autorizzazione per l’esibizione dell’insegna del punto vendita.

È necessario sapere che occorrerà un investimento iniziale di almeno euro 20.000, inoltre non è assolutamente consigliabile risparmiare su fattori quali formazione e, soprattutto, sicurezza.

Non si tratta, infatti, di un prodotto qualsiasi ma di un bene che in generale fa gola a molti e, pertanto, l’attenzione e la prevenzione non sono mai troppe.

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