Piste ciclabili nelle città italiane: nuova edilizia alternativa a favore del miglioramento del traffico cittadino

È notizia recente (fine maggio 2016) quella riguardante innovazioni che dovrebbero venire attuate nel nostro paese in un po’ tutte le citta, che siano Milano, Napoli, Torino e chi più ne ha più ne metta.

Queste innovazioni sono a livello edile, quindi delle imprese designate dal comune dovranno poi metterle in atto,  e queste potremmo dire, riguardano aspetti ecologici nei comuni dove verranno messe in atto.
In quasi tutte le città italiane e particolarmente in quelle grandi come Milano, Roma o Torino esistono problemi come traffico, inquinamento e simili, il che ovviamente non porta benefici alla città.

Se ci aggiungiamo poi le imprese di lavori edili come quelle in Torino o Milano, che a causa di cantieri improvvisati aumentano a volte i disagi del traffico cittadino dei miglioramenti innovativi sono sicuramente ben accetti.

L’idea principale che proviene dal  Ministero dell’Ambiente riguarda la creazione di piste ciclabili, e uno stanziamento governativo che va dal 60 all’80% della spesa che i comuni di città, come appunto come Milano, Roma o Torino, potrebbero ricevere per imprese edili di questo genere.

Qualcuno potrebbe obbiettare che esistono già delle piste ciclabile in un tot di città, e la cosa sarebbe vera, ma come sono queste piste ciclabili e soprattutto quante sono?

Se una persona è stata in paesi del Nord Europa come ad esempio la Danimarca potrebbe avere una idea di come devo essere le piste ciclabili, sia come numero che come qualità delle stesse.

In quei paesi le piste ciclabili sono come le strade per le macchine, non ci si va a piedi e vengono usate quotidianamente da centinaia e centinaia di persone diverse, con conseguenze su traffico e inquinamento immaginabili.

Ma queste innovazioni in Italia riguardano anche attività come il bike sharing e piedibus, sono quindi innovazioni che si indirizzano molto all’ecologia, si possono citare anche facilitazioni di carattere finanziario a chi usa mezzi pubblici.

Le norme per i lavori edili

Ci sono comunque alcune norme che regolamentano queste innovazioni, tipo che questi stanziamenti possono essere erogati solo per aree comunali con oltre 100 mila persone, (per cui le città come Milano, Roma o Torino sono a posto), oppure che il comune stesso deve erogare come minimo una cifra di 200 mila euro, per questi lavori che le imprese edili effettueranno, e che il governo non potrà disborsare comunque più di 1 milione di euro.

Sempre parlando di finanze, un’altra norma riguardante gli argomenti suddetti, è che i finanziamenti per queste attività verranno disborsati in modo graduale, (questo serve anche per evitare eventuali illeciti nella gestione del denaro), ovvero il disborso sarà effettuato nella stessa misura in cui i lavori vanno avanti.

News

Commenti

Lascia un commento

Your email address will not be published. Name and email are required